Ardo per te
Mio solitario ladro di ricatti
buii, pazzia a tratti rinsavita,
Me stessa stempiata di vita
Luna che sei sol riflesso
Ardo lo stesso.
Là dentro
Nella morale dei cieli
Mai osato
io, acchiapparti con la mano.
(tanto che d'amore
Non ce n'è di migliore)
Colla dei sogni
Bollino dei santi su Terra.
Callo del cielo
Dove il cielo lascia la guerra
Ti cercano i più bisognosi
Lebbrosi di versi
Che cadono dall'orlo
Di maniche imprestate.
lunedì 20 agosto 2012
domenica 12 agosto 2012
Velo
L'addio di qualsiasi rancore, solo quello vorrei fosse il mio fine.
Solo in quello mi applico.
Le appiccicose parole fantasma che io credo attribuire a ciascuno lasciarle andare. Vedere la nudità sartriana. Accaparrarsi un posto nel nulla fecondo.
C'è un nulla altero, un nulla finto, dove finiscono solo i fantocci. E c'è un nulla fecondo, dove i guidati dalle passioni finiscono. Una sorta di estremo poema del nulla. A nessuno devi rendere conto, se stai scrivendo la tua pagina di poema.
Tutto può attendere e ovunque puoi andare.
Non si tratta però del premio per un comportamento. Le origini sono oscure, e sempre lo rimarranno.
Il velo intatto del poema che mai si può smascherare.
Solo in quello mi applico.
Le appiccicose parole fantasma che io credo attribuire a ciascuno lasciarle andare. Vedere la nudità sartriana. Accaparrarsi un posto nel nulla fecondo.
C'è un nulla altero, un nulla finto, dove finiscono solo i fantocci. E c'è un nulla fecondo, dove i guidati dalle passioni finiscono. Una sorta di estremo poema del nulla. A nessuno devi rendere conto, se stai scrivendo la tua pagina di poema.
Tutto può attendere e ovunque puoi andare.
Non si tratta però del premio per un comportamento. Le origini sono oscure, e sempre lo rimarranno.
Il velo intatto del poema che mai si può smascherare.
sabato 4 agosto 2012
Passa
Passa il tempo
Passano i soli
Sbiadiscono i divieti
I segnali stradali
Sfumano i richiami
Delle passioni e restano solo
Le unghie delle mani.
Passa la vita
Passano le giostre
La poesia
Che non sia quella degli altri.
Passa la fretta, passa il tornaconto
Soffocato dalla collezionista
Vecchiaia
Che quando è disonesta fa pena
Passano i commercianti alla politica
Come alla tragedia i commedianti
Passano a provare noia gli insegnanti.
Passano i miei soldi
La voglia di far viaggi
La fantasia passerà
La fantasia passerà.
Passano i soli
Sbiadiscono i divieti
I segnali stradali
Sfumano i richiami
Delle passioni e restano solo
Le unghie delle mani.
Passa la vita
Passano le giostre
La poesia
Che non sia quella degli altri.
Passa la fretta, passa il tornaconto
Soffocato dalla collezionista
Vecchiaia
Che quando è disonesta fa pena
Passano i commercianti alla politica
Come alla tragedia i commedianti
Passano a provare noia gli insegnanti.
Passano i miei soldi
La voglia di far viaggi
La fantasia passerà
La fantasia passerà.
giovedì 2 agosto 2012
Oh come amo come son contenta
Com'è la pioggia quando t'entra dentra
Farei le coccole a tutta la genta
Come lo sciame s'aggruma e s'accentra
Farei salire alla bella finestra
Ogni fanciullo dall'aria molesta
Ed il suo grugno e la sua mano destra
Disarmerei con dolcevoli gesta
Seccano i girasol la carne è allegra
E il caldo boia ti spezza ed annega
Vedere i campi quando il giorno annegra
Parlare di poesia con la collega
Per demone vorace, o buona strega
Ho già il cacciazanzare, non mi frega.
Com'è la pioggia quando t'entra dentra
Farei le coccole a tutta la genta
Come lo sciame s'aggruma e s'accentra
Farei salire alla bella finestra
Ogni fanciullo dall'aria molesta
Ed il suo grugno e la sua mano destra
Disarmerei con dolcevoli gesta
Seccano i girasol la carne è allegra
E il caldo boia ti spezza ed annega
Vedere i campi quando il giorno annegra
Parlare di poesia con la collega
Per demone vorace, o buona strega
Ho già il cacciazanzare, non mi frega.
domenica 22 luglio 2012
Ode agli amici siciliani
Ode agli amici che sono riuniti
Staccati un soffio dalla penisola
Che al sole patrio seccano i visi
Che si riscaldano senza temere
Dalla putredine dei giorni lisi
Nelle città del nord che lontane
Son così tanto dai paradisi.
Si rifocillano lor, coi sorrisi
Di prosperose mamme malsane
A tempo debito sciolgono i cuori
Dentro una zuppa d'oro vibrante:
Il loro mar slanciato e inquietante.
Ode alle menti che si consolano
Dalla mancanza di me poetessa
Con fantasia ad insultarsi tra loro
Del "testa di minchia" o della "frocetta"
Che danno ascolto alle loro sirene
Che si vergognan davanti a una donna
O leggon libri scritti in provenzale
Poi fan la lotta sporcati di sale.
Di nuovo li sento e li comparo
A ciò che qui da sempre imparo
Alle persone così distaccate
Delle mie parti, mi viene bene
Sognarti, Bella Sicilia,
Pur se non mia, mai mia,
Cullali bene gli amici lontani.
Gli unici saggi, pei quali
Scambiandosi baci e un abbraccio
(Non delle semplici strette di mani)
Ed uno sguardo con i duri padri
Vale la pena arrivare a domani.
Spezza il contagio dei tuoi richiami
Libera ancora in settembre i tuoi sciami
Ai tuoi poeti d'amore dai libera uscita
Per migliorare a noialtri stitici
Il verseggiare assetato di vita.
Staccati un soffio dalla penisola
Che al sole patrio seccano i visi
Che si riscaldano senza temere
Dalla putredine dei giorni lisi
Nelle città del nord che lontane
Son così tanto dai paradisi.
Si rifocillano lor, coi sorrisi
Di prosperose mamme malsane
A tempo debito sciolgono i cuori
Dentro una zuppa d'oro vibrante:
Il loro mar slanciato e inquietante.
Ode alle menti che si consolano
Dalla mancanza di me poetessa
Con fantasia ad insultarsi tra loro
Del "testa di minchia" o della "frocetta"
Che danno ascolto alle loro sirene
Che si vergognan davanti a una donna
O leggon libri scritti in provenzale
Poi fan la lotta sporcati di sale.
Di nuovo li sento e li comparo
A ciò che qui da sempre imparo
Alle persone così distaccate
Delle mie parti, mi viene bene
Sognarti, Bella Sicilia,
Pur se non mia, mai mia,
Cullali bene gli amici lontani.
Gli unici saggi, pei quali
Scambiandosi baci e un abbraccio
(Non delle semplici strette di mani)
Ed uno sguardo con i duri padri
Vale la pena arrivare a domani.
Spezza il contagio dei tuoi richiami
Libera ancora in settembre i tuoi sciami
Ai tuoi poeti d'amore dai libera uscita
Per migliorare a noialtri stitici
Il verseggiare assetato di vita.
sabato 21 luglio 2012
Ma dove vai?
Dove finisce la pista ciclabile?
Forse in un posto dove per te è più semplice andare.
Forse si gira e si immerge nel mare
Alcuni la guardano, altri la percorrono, io
La sogno.
Perché tutti i giorni fare avanti e indietro
Dov'è il segreto dell'onde, del quale abusiamo?
Oggi sto qui, oggi vacanza è il passato
Mi accuccio d'un gesto sul prato
E attendo che qualcuno arrivi.
E se non arriva nessuno, è normale
Che il presente mi schivi
A me che recupero il sale dalle dita
La mia pista ciclabile è sempre finita verso casa,
Al ritorno.
Il contorno di traiettorie esotiche
Non lo è mai stata.
E allora se ti cerco
Come un sasso ritorni qui dentro.
Forse in un posto dove per te è più semplice andare.
Forse si gira e si immerge nel mare
Alcuni la guardano, altri la percorrono, io
La sogno.
Perché tutti i giorni fare avanti e indietro
Dov'è il segreto dell'onde, del quale abusiamo?
Oggi sto qui, oggi vacanza è il passato
Mi accuccio d'un gesto sul prato
E attendo che qualcuno arrivi.
E se non arriva nessuno, è normale
Che il presente mi schivi
A me che recupero il sale dalle dita
La mia pista ciclabile è sempre finita verso casa,
Al ritorno.
Il contorno di traiettorie esotiche
Non lo è mai stata.
E allora se ti cerco
Come un sasso ritorni qui dentro.
martedì 17 luglio 2012
Nuove poesie per nuove dolci condanne
Di vino ne bevo mezz'oncia,
Poi malinconica, sconcia e malconcia
M'assiedo.
Come una forma conica
M'accorgo al sole
Di quella brezza fonica
E spezzo con precisione
Un pezzo di schiacciata all'uva.
Già si è macchiata la carta
Già le parole, cucciole, logore, sole, son rosa.
Mi schiaccia già il sangue la posa
La notte, ridendo, s'abbuia
E' l'una! E' l'uva!
Mi cola sul dito di smalto
Mi sento scolpita in basalto
Mi sento lontana.
Soltanto la carta si è accorta:
La luna in silenzio s'è morta
Nel lago di grilli vestito.
Corteggia una nuvola arcana.
***
Cecilia ed Hermes
Dunque il contagio
Dava uno strano disagio
(Alle madri)
Perché la Cecilia tranquilla
Non le importava dell'herpes
Presa là in mezzo ai cespugli
dall'Hermes.
Vedendo gli strani garbugli
Le madri nemiche integerrime
Dicevan che l'una era troia che
L'altro era scemo
Ma non gli passava la noia.
E dal macellar' Nicodèmo
Erano inver nervosissime.
Quando le madri nemiche
Con sottobraccio i figliuoli
Scorgono occhiate lubriche
Tra i due colpevoli poli
Tirano strette le fiche
Corrono subito fuori.
Io penso a quelle politiche
Che si dan screzi a vicenda
Che malgrado dispute antiche
Portano la stessa benda.
E sotto gli epiteti scaltri
Son fatti gli uni per gli altri.
***
Elogio del vecchio
Viva la vecchiaia!
Viva quel dolce odore
Di morte e quello strano candore
Delle pelli sorte.
Viva il buono dolore
Di chi ha già vissuto
Viva lo sputo
Di mille decenni di fumo
Ed il consumo
Le ossa come il pancarré.
Viva le macchie, colore del tè
Evviva curvarsi.
Viva arrestarsi
E vedersi vecchi davvero
Viva anche il cimitero
Dove presto tace la folla
Evviva quell'ultima ultima zolla.
***
Versetti veloci
Color delle noci
Che cadon da sole
Sul bosco alle ultime ore.
Corsetti lubrichi
Colore dei fichi
Che bruciano il mento
Come un sentimento.
La mela alla bocca
I fianchi nei fianchi
Campanule bianche
Un Haiku fallito.
***
Il pettine sperpera luce
Il verso di un mostro cristiano
Ti bacio e ribacio la mano
Che nei suoi raggiri mi cuce.
Poi malinconica, sconcia e malconcia
M'assiedo.
Come una forma conica
M'accorgo al sole
Di quella brezza fonica
E spezzo con precisione
Un pezzo di schiacciata all'uva.
Già si è macchiata la carta
Già le parole, cucciole, logore, sole, son rosa.
Mi schiaccia già il sangue la posa
La notte, ridendo, s'abbuia
E' l'una! E' l'uva!
Mi cola sul dito di smalto
Mi sento scolpita in basalto
Mi sento lontana.
Soltanto la carta si è accorta:
La luna in silenzio s'è morta
Nel lago di grilli vestito.
Corteggia una nuvola arcana.
***
Cecilia ed Hermes
Dunque il contagio
Dava uno strano disagio
(Alle madri)
Perché la Cecilia tranquilla
Non le importava dell'herpes
Presa là in mezzo ai cespugli
dall'Hermes.
Vedendo gli strani garbugli
Le madri nemiche integerrime
Dicevan che l'una era troia che
L'altro era scemo
Ma non gli passava la noia.
E dal macellar' Nicodèmo
Erano inver nervosissime.
Quando le madri nemiche
Con sottobraccio i figliuoli
Scorgono occhiate lubriche
Tra i due colpevoli poli
Tirano strette le fiche
Corrono subito fuori.
Io penso a quelle politiche
Che si dan screzi a vicenda
Che malgrado dispute antiche
Portano la stessa benda.
E sotto gli epiteti scaltri
Son fatti gli uni per gli altri.
***
Elogio del vecchio
Viva la vecchiaia!
Viva quel dolce odore
Di morte e quello strano candore
Delle pelli sorte.
Viva il buono dolore
Di chi ha già vissuto
Viva lo sputo
Di mille decenni di fumo
Ed il consumo
Le ossa come il pancarré.
Viva le macchie, colore del tè
Evviva curvarsi.
Viva arrestarsi
E vedersi vecchi davvero
Viva anche il cimitero
Dove presto tace la folla
Evviva quell'ultima ultima zolla.
***
Versetti veloci
Color delle noci
Che cadon da sole
Sul bosco alle ultime ore.
Corsetti lubrichi
Colore dei fichi
Che bruciano il mento
Come un sentimento.
La mela alla bocca
I fianchi nei fianchi
Campanule bianche
Un Haiku fallito.
***
Il pettine sperpera luce
Il verso di un mostro cristiano
Ti bacio e ribacio la mano
Che nei suoi raggiri mi cuce.
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